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Il Vento di
Campi Flegrei Terzo Settore
Pozzuoli, 3
luglio 2005
L'emozione
gli si legge sul volto, tirato ma soddisfatto, attende col piede
destro poggiato sul secondo scalino e il sinistro su quello più in
basso, quasi come il corridore che aspetta con ansia lo sparo dello
starter per correre tra la folla i suoi 100 metri e perchè no,
spinto anche dal vento.
Il
presentatore fa il suo nome ed in un attimo, come in una foto a 360
gradi dinanzi a lui si presenta quello che forse fino a qualche
mezzoraprima non ci saremmo aspettati che accadesse.
C'è la gente,
c'è Pozzuoli, ci sono i Campi Flegrei. Mille persone e forse più (in
tutto più di 3000 in tutta la serata), con il sole che fa
l'occhiolino a tutti mentre il suo viaggio prosegue verso il
levante.
Il Paesaggio
è meraviglioso, Villa Avellino sembra ancora più bella vestita dei
colori, dei suoni e delle Luci della nostra 1a festa.
L'impatto è
sorprendentemente incredibile nella sua semplicità.
Gli stands uno
di fianco all'altro quasi a testimoniare che davvero l'unione fa la
forza, ognuno con la sua diversità, con la sua proposta; Foto e
cartoline si sposano con le immagini multimediali di un cd sui campi
flegrei. Volantini colorati e depliant, i cappellini bianchi con il
nostro marchio, le ricamatrici, i colori dei trucchi che vanno a
dipingere di allegria i volti di chi decide di essere "cavia
divertita e non sfruttata" per un giorno e si trasforma in una
farfalla, in una tigre, in un giaguaro. Oggetti, lavori e lavoretti,
sino agli stands dell'artigianato e la gente seduta ad aspettare lo
spettacolo, che cammina con i passeggini, ragazzi che entrano ed
escono incuriositi, tanti amici disabili insieme a noi e tanti
anziani a rubare qualche ora di fresco a questa torrida giornata di
luglio.
Questo vede
Giovanni, il nostro "Presidente", come lo chiamiamo tutti, mentre
saluta l'Assessore alla Regione Campania Dott. Gabriele e poi fa tre
passi avanti e parla con semplicità e con emozione. Fa i suoi 100
metri spinto dal vento e quel vento siamo tutti noi, Campi flegrei
terzo settore.
Com'è lungo
questo nome a volte ho pensato ricordando la battuta del grande
Troisi "un figlio chiamiamolo Ugo, così non fa in tempo a scappare
se lo chiami", ma qui stasera nessuno vuole scappare e di questo noi
siamo fieri e contenti.
Questo vento
che sarà libeccio o scirocco, ma è il vento dei campi flegrei dei
nostri campi flegrei, è il vento del lavoro di tutti noi, ognuno con
le sue possibilità, con i suoi tempi, con le sue peculiarità.
Chi scatta le
foto, poi corre a prendere dei tavoli per gli stands, mentre altri
si affrettano a comprare l'acqua da portare nel backstage. Li dietro
si canticchia, si recita, si prova qualche piroetta di break dance,
qualcuno accorda la chitarra o la voce e le mentine si sprecano.
Gli artisti,
perchè solo così possiamo definire tutti i nostri amici, conosciuti
e non, che ci hanno regalato una loro performance artistica, danno
il massimo di se e non ci sono sbavature o note che vanno
controvento.
E' incredibile
di come senza prove uno spettacolo possa essere così fluido e senza
interruzioni.
Arrivano le
telecamere di un noto programma televisivo e della rete regionale e
qualcuno si mette in posa, fingendo di essere naturale.
Questo
volevamo che fosse la nostra Associazione e questo è il messaggio
che siamo riusciti a dare: insieme, con le nostre differenze che
diventano la una gran forza se in sinergia tra loro.
Non ci sono
nomi da fare, noi siamo tutti e tutt'uno e così vogliamo sentirci,
in questo mondo in cui tutto è ormai quasi sempre, corruzione e
raccomandazione, sopraffazione e potere, ma abbiamo imparato a non
meravigliarci più delle cose che non vanno ed a trasformare questa
meraviglia nella consapevolezza che la nostra voglia di dire no, no
alle ingiustize, no ai malservizi, no ai sistemi che non funzionano
è una risorsa da portare avanti...
Sono qui
stamattina, il giorno dopo, con la schiena un pò a pezzi; accendo la
macchina fotografica digitale e ripercorro velocemente tutta la
giornata, poi mi fermo e penso, faccio partire il computer ed inizio
a scrivere il pezzo.
Grazie
Giancarlo
Liguori |